Slouching Towards Dictatorship: Gag me with a Law

Italy’s new “gag law,” which is disguised as privacy-protection legislation but which is actually both an appalling attack on freedom of the press and a very early Christmas present for organized crime in Italy, is days away from final approval.Even if you cannot read the article below, taken from the L’Espresso, click on the links to find newspapers in Spanish, French, English, and other languages that describe the latest invention of the ministers of Berlusconistan — a maneuver that more than one commentator has called “worthy of a Pinochet in Chile.”

The law hasn’t even been officially passed yet, but freedom of information and of the press is already under attack. A one-minute-and-twenty-second video commentary on the significance of the gag law (featuring Milena Gabanelli of the Italian investigative news program, Report), is currently being censored on Facebook. In addition, a popular page, DISOBBEDIENZA CIVILE ALLA LEGGE BAVAGLIO (ARRESTATECI TUTTI) [Civil Disobedience against the Gag Law — Arrest all of Us], has been shut down by FB moderators without explanation.

And just because that’s the sort of thing that really pisses me off, I’m posting the video here as well (click the image to download or to watch in your pre-defined viewer).

In the meantime, we also have Umberto Eco’s useful reflection from L’Espresso of May 27, 2010, “Noi contro la legge” [Us Against the Law; in Italian with English summary],” in which Eco attempts to describe the lack of panic-in-the-streets that this latest move toward fascism has provoked in Italy.

What Berlusconi & Co. are effecting in Italy, he argues, isn’t the classic military golpe or even an internal overthrow. Instead, it’s a steady, gradual erosion of democracy that makes it hard to pinpoint (or protest) any single issue, law, or decision as the key moment in which “freedom” finally gave way to “dictatorship.”

Meanwhile, Berlusconi’s strategists always leave plenty of time between one maneuver and the next for individual issues to lose momentum. Of course, it doesn’t hurt that Berlusconi owns or controls the vast majority of Italy’s media and can determine the extent to which certain issues are covered as well as the “spin” they’re given. Nor is it any accident that the gag law is taking its final steps toward parliamentary approval at the precise moment during which Italy’s attention (and most of its media’s) is glued to the Soccer World Cup in South Africa.

In any case, what Eco makes clear is that political revolution in Italy is inching inexorably into place at a pace that’s under the radar for most media cycles and even for our own attention spans; the Italian coup d’état, Eco says, is “strisciante“: it’s creeping in on its belly, like a snake. Italy, in other words, is slouching toward dictatorship.

* * * * * * *

“Gag Law”: il caso Italia preoccupa il mondo

di Carola Frediani

Il berlusconismo è un prodotto di cui si teme l’esportazione. Ecco perché la stampa straniera sta dedicando tanto spazio alla legge bavaglio (13 June 2010)

E meno male che con il governo Berlusconi “l’immagine dell’Italia all’estero è migliorata”, come continua a dire il presidente del Consiglio. Da tre giorni il nostro Paese è tornato sulle prime pagine dei quotidiani stranieri, con un nuovo prodotto “made in Italy” di cui si teme l’esportazione: la Gag Law, altrimenti detta ley mordaza, loi-bâillon o Knebel-Gesetz.

L’attacco alla libertà di stampa è visto talvolta con stupore, talaltra con sdegno, ma in qualche caso anche con paura: perché – non dimentichiamocelo – in fondo anche “fascismo” è una parola italiana esportata poi in tutto il mondo. E lo scenario di un tycoon miliardario che grazie ai suoi media conquista il potere e poi mette la mordacchia al dissenso inizia a inquietare molti paesi.

Nella culla della mafia
In tanti, come il tedesco Der Spiegel, raccontano il caos e le rivolte contemporanee all’approvazione del ddl. Euronews descrive i banchi occupati dai senatori dell’Italia dei Valori, l’uscita del Pd dall’aula al momento della votazione e riporta le parole usate da Anna Finocchiaro: “In Italia la libertà sta per essere massacrata”. E se Business Week ricorda come “dalla vittoria alle elezioni del 2008 il governo Berlusconi ha chiesto il numero record di 34 voti di fiducia”, la stampa anglosassone insiste sul fatto che le intercettazioni, specie in Italia, sono uno strumento cruciale nella lotta alla corruzione e alla criminalità.

“C’è un’abitudine tanto italiana quanto il caffè preso in piedi al bar”, commenta The Sydney Morning Herald: “leggere le trascrizioni delle intercettazioni trapelate sui giornali che espongono loschi accordi politici e schietta corruzione. Ora il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato guerra allo strumento preferito dai magistrati che lottano contro la corruzione”. Un aspetto sottolineato anche dal britannico The Guardian: “La legge approvata è fortemente contestata non solo dalla maggioranza dei media ma anche dai magistrati, i quali affermano che intralcerà di molto la loro lotta contro la corruzione e il crimine organizzato”. La Bbc ha chiesto un parere al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso; il quale alla testata britannica ha spiegato di aver provato a far modificare la legge, perché “sminuisce la capacità delle autorità di fare il loro lavoro, anche nella battaglia contro il crimine organizzato”.

Come infatti spiega la bibbia della comunità finanziaria, il Wall Street Journal, “i Pm italiani attualmente hanno ampia autorità di ordinare intercettazioni telefoniche, che considerano uno strumento vitale nell’incrinare il cerchio di segretezza delle organizzazioni criminali, come la mafia siciliana”.

Quei comunisti del New York Times
C’è poi chi riapre la ferita delle leggi ad uso e consumo del premier: “Anche se tutti riconoscono che le intercettazioni trapelano sulla stampa in modo indisciplinato”, scrive l’autorevole New York Times, “molti vedono nella nuova proposta di legge un altro provvedimento “ad personam”, finalizzato più a proteggere gli interessi personali e politici di Berlusconi che la democrazia italiana”. Mentre l’indiano Sify News ricorda proprio le inchieste de “L’espresso” e la pubblicazione dei dialoghi tra il presidente del Consiglio e Patrizia D’Addario. Nonché l’ormai famigerato lettone di Putin.

Pagine bianche e fazzoletti neri
A colpire i media stranieri è stata anche la levata di scudi dei giornali e delle emittenti italiane. Non solo la primapagina di Repubblica, finita sul francese Le Monde, sul messicano La Jornada, sullo spagnolo El Mundo e perfino a Singapore sulla testata Straistimes, ma anche la fascetta nera di Sky, evidenziata dall’argentino Clarin.

E spunta il gruppo su Facebook
Gag Law etc – Italy’s democracy at risk” è il nuovo gruppo su Facebook nato con lo scopo di “diffondere consapevolezza all’estero sui pericoli per la democrazia in Italia”, dove sono segnalate testate e blog che parlano della legge bavaglio. Qui sono gli stessi utenti a postare gli articoli pubblicati sui media di tutto il mondo, dal cileno El Mercurio all’irlandese Irish Times. L’immagine del profilo? Un’Italia listata a lutto.

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Posted on 16 June 2010, in Italy, Italian, Italians (in that order) and tagged , , . Bookmark the permalink. Leave a comment.

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